TAMPONE RINOFARINGEO - COVID-19

TAMPONE RINOFARINGEO - COVID-19
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Orari
Segreteria: dal lunedì al venerdì dalle 07.00 alle 20.00 - Sabato dalle 07.00 alle 12.30

TAMPONE RINOFARINGEO PER COVID-19

CHE COS’E’ IL SARS-COV-2?

Il SARS-CoV-2 è un virus appartenente alla famiglia dei Coronavirus, responsabile, nelle infezioni più gravi, della Sindrome Acuta severa delle vie respiratorie (Sars), conosciuta come COVID-19.

QUALI SONO I SINTOMI?

L’infezione da questo virus può comportare un’iniziale risposta immunitaria nell’ospite senza sviluppo di alcuna malattia (i soggetti risultano asintomatici, come accade nella grande maggioranza dei casi), oppure una reazione minima con sintomi quali:

  • raffreddore;
  • mal di gola;
  • perdita della capacità di percepire odori e sapori;
  • in taluni casi, sintomi di interessamento del tratto intestinale (diarrea, nausea).

In una percentuale di casi l’infezione evolve in malattia più importante delle vie respiratorie più basse con sintomatologia quale tosse secca, respiro corto, senso di debolezza, e sintomi pseudo influenzali come dolori muscolari, possibile espressione di una polmonite interstiziale.

CAMPIONI BIOLOGICI PER DIAGNOSI DI COVID-19  - TAMPONE RINOFARINGEO

Per la rilevazione dell’infezione da SARS-CoV-2 la metodica di elezione è il tampone rinofaringeo. Tale esame, che normalmente viene utilizzato per stabilire la presenza di infezioni delle alte vie respiratorie e identificare eventuali malattie infettive, ad oggi rappresenta il metodo più affidabile per la diagnosi di COVID-19.

Il rinofaringe è posto in profondità dietro al naso ed è la porzione superiore della faringe. Per essere raggiunto, è necessario far avanzare il tampone nelle fosse nasali perpendicolarmente al volto dell’Utente, appoggiandolo al pavimento delle fosse nasali, per una lunghezza media da 8 a 12 cm.

Il tampone rinofaringeo consiste nel prelievo di muco che riveste le cellule superficiali della mucosa del rinofaringe. Il prelievo viene eseguito in pochi secondi e ha un’invasività minima, originando al più un impercettibile fastidio nel punto di contatto. La semplicità del prelievo non significa però che possa essere eseguito da chiunque, ma da personale addestrato e specializzato che deve garantire la corretta esecuzione della procedura evitando sia la contaminazione del campione che la raccolta solo nel tratto più esterno delle fosse nasali, procedura che inficerebbe il risultato del test molecolare.

PROCEDURA

Il professionista invita l’Utente ad assumere una posizione seduta con la testa leggermente inclinata indietro, per favorire l’asse visivo rispetto all’avanzamento del tampone.

Procede chiedendo all’Utente da quale narice respira meglio, da preferirsi per l’esecuzione e lo invita a rimuovere la mascherina e a soffiarsi il naso, se presenta secrezioni.

Gli solleva quindi la punta del naso ed introduce il tampone nella narice orientandolo verso il rinofaringe (che esternamente corrisponde al condotto uditivo esterno). Prosegue appoggiando il tampone sul pavimento della fossa nasale, perpendicolarmente al volto e lo spinge posteriormente, sempre parallelamente al pavimento della fossa nasale, fino a giungere in rinofaringe per una lunghezza di 8-12 cm, finché il tampone si arresta sulla parete posteriore del rinofaringe, sede del prelievo.

Ruota delicatamente in senso orario e/o antiorario e lo lascia in sede per alcuni secondi.

Una volta terminata la procedura, il bastoncino va inserito nell’apposita provetta contenente il terreno di trasporto e spezzato.

Il tampone rinofaringeo viene poi analizzato per confermare la presenza del virus nella faringe per mezzo di test molecolari (RT-PCR).

In caso di esito positivo l’Utente dovrà essere sottoposto a quarantena e la struttura dovrà effettuare una segnalazione tempestiva al dipartimento di prevenzione competente, notificando tutte le informazioni necessarie per i provvedimenti di isolamento e tracciatura dei contatti.

Due tamponi con esito negativo, effettuati a distanza di almeno 24 ore, certificano la guarigione. In assenza di sintomi, vengono fatti dopo 14 giorni dal tampone positivo, in presenza di sintomi dopo almeno 7 giorni dalla loro completa scomparsa.

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